Recupero dati supporti danneggiati, come fare

Recupero dati supporti danneggiati, come fare Recupero dati supporti danneggiati, come fare
giovedì 2 Settembre 2021

Se pensi al recupero dati da supporti danneggiati, e ti chiedi come fare, allora sei nel posto giusto. Ma perché accade quell’imprevisto che poi, spesso per negligenza, si rivela tanto fatale? Perdere i ricordi di una vita incluse le foto intime o quelle di un viaggio con gli amici, e peggio, il lavoro di una tesi universitaria, si rivela essere una grande frustrazione.

Pensi che non accadrà mai, ma i nostri supporti di memoria digitale sono fallibili come lo sono altri elettrodomestici. Temono la polvere, l’acqua, il surriscaldamento, le cadute da oltre 50 cm sono anch’esse spesso fatali. Senza parlare di malware e virus in grado di mangiare i nostri dati. C’è chi a livello professionale invece perde il lavoro accumulato nel proprio NAS (Network Attached Storage), o non riesce più ad accedere a dati specifici che devono essere conservati a lungo termine per motivi legali.

Recupero dati supporti danneggiati, perché non dovrebbe necessitare

Oggigiorno particolari soluzioni di archivio dei dati informatici, soprattutto quelle denominate in Cloud (nuvola), come ce ne sono tante sul mercato, salvano spesso l’utente dallo sgradito imprevisto che obbliga al recupero dati dai supporti danneggiati.

Dropbox, Google, Apple, fra gli altri, offrono soluzioni, anche a basso costo, per archiviare in maniera sicura i nostri dati. Se selezionato in questa modalità, il backup avviene in automatico e qualora il supporto si dovesse danneggiare, o addirittura smarrirsi, il Cloud avrebbe già archiviato il più dei dati.

Archiviare nella nuvola ma dove? 

Con il Cloud dei dati del tuo supporto viene creata una copia anche in rete (o solo in rete), spesso archiviata fisicamente Oltreoceano. Subentrano in questi casi però problemi di privacy a cui si aggiungono termini e condizioni contrattuali che le compagnie obbligano a sottoscrivere. Spesso questi ultimi sono davvero molto ostici.

Costi del Cloud

Il costo del servizio è basso, ma solo per chi intende archiviare pochi gigabyte. Apple per esempio permette di archiviare 50 gigabyte di dati al mese per 99 centesimi di euro. E in caso di archivi più massicci gli abbonamenti al servizio in “Cloud” aumentano fino a parecchie decine di euro al mese.

Quali sono i motivi della perdita dei dati?

Il recupero dati dai supporti danneggiati è (purtroppo) necessario se non siete stati così “nerd” da sottoscrivere un contratto in Cloud per tempo. Ed è necessario anche per coloro che magari non hanno effettuato quel noioso backup di dati importanti. Anche l’utilizzo di dischi fissi troppo vecchi aumenta le probabilità di ritrovarsi con un supporto danneggiato.

Ma perché dovrebbe succedere la rottura di un supporto? I tecnici informatici parlano di diversi tipi di danni differenti che spesso interessano i nostri dispositivi.

Il difetto elettronico dei supporti danneggiati

È un difetto dovuto spesso a errori di fabbricazione che rendono mal funzionante la meccanica di un hard disk (disco fisso). Si parla di “head-crash” quando la diagnostica del tecnico informatico rivela un coinvolgimento errato delle testine sulla superficie del disco.

Il difetto magnetico coinvolge invece supporti di memoria come cd e dvd, che presentano appunto difetti magnetici. In tutti questi casi il tecnico intervenendo riesce a salvare buona parte dei dati. Insomma spesso non tutto è perduto.

Recupero dei dati ma non del dispositivo

Attenzione perché il recupero dei dati nei supporti danneggiati, non sottintende il recupero del dispositivo stesso. Spesso il tecnico è in grado di estrapolare i file che si davano per persi, ma la riparazione del supporto è un’altra operazione. Può rivelarsi ostica. Infatti il tecnico in questi casi disassembla il nostro supporto, che potrebbe peraltro risultare definitivamente danneggiato.

Altre cause, il cambio di sistema operativo 

Può invece accadere di non riuscire ad accedere ai tuoi dati per un problema di sistema operativo a cui hai connesso il tuo supporto di memoria. Il dispositivo sembra danneggiato ma non lo è. Vediamo in questi casi cosa succede.

Improvvisamente “la macchina” non riconosce il supporto di memoria o addirittura ne richiede la formattazione. Ciò si verifica se connettiamo un dispositivo di memoria a un computer Apple e poi magari passiamo in ambiente Windows, come spiega sapientemente l’autorevole rivista online macitynet.com qui.

Recupero dati supporti danneggiati fai da te

A proprio rischio e pericolo, perché il consiglio rimane sempre quello di affidarsi a un tecnico specializzato. Esistono comunque software gratuiti, come EaseUS, che permettono di recuperare autonomamente i dati da dispositivi parzialmente funzionanti.

Altri programmi utili al ripristino dei dati sono Disk Drill, che permette il recupero d’informazioni da schede SD, lavora bene anche su Android e iOS. Recovery è in grado di recuperare anche i file di una chiavetta USB, che magari hai formattato per errore. Microsoft ha lanciato un’utilità che funge altrettanto bene allo scopo di recupero dati dai supporti danneggiati, si chiama Windows File Recovery.

Nel caso di di EaseUS, seguendo passo passo le indicazioni, si selezionano i file recuperabili. Il sistema li scansiona e poi li recupera con successo. Il software consente di recuperare più di un migliaio di formati differenti di file, inclusi quelli video, audio ma anche quelli compressi in formati rar, zip, e altri.

Purtroppo la versione gratuita di questo software (disponibile qui), consente di recuperare solo due gigabyte di dati. Per il recupero di una mole superiore di dati il costo sale a 66,99 euro.

Come lavora il tecnico informatico

Il tecnico specializzato sa come recuperare i dati di un disco fisso rotto, sia esso di tipo tradizionale HDD oppure SSD (Solid-State Drive) a memoria flash. Ti eviterà noie e perdite di tempo, e soprattutto quegli errori amatoriali che spesso rendono definitivamente irrecuperabili i dati dei supporti danneggiati o inaccessibili.

In alcuni casi di riparazione di un disco HDD, il tecnico specializzato  provvede alla diagnostica del supporto in un ambiente protetto dotato di filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air) al pari di un laboratorio scientifico. Ciò è necessario per garantire la totale assenza di polvere durante l’operazione di recupero.

Le fasi conclusive del buon recupero dati

Una volta individuato il problema, il tecnico invia all’utente la lista di file recuperabili. Inoltre il professionista incaricato che si trova a lavorare su un supporto informatico danneggiato, è tenuto a rispondere doverosamente in materia di privacy e trattamento dei dati di cui è incaricato durante il recupero degli stessi.

Il consiglio pertanto, e giova ripeterlo, è di rivolgersi presso un centro specializzato in grado di recuperare i tuoi file in maniera sicura.

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