Riparazione chipset grafico col Reflow da soli (o anche no)

Riparazione chipset grafico col Reflow da soli (o anche no)Riparazione chipset grafico col Reflow da soli (o anche no)
lunedì 10 Maggio 2021

Riparazione chipset grafico con il reflow, come funziona una tecnica che ci restituirà un monitor senza righe e perfettamente funzionante.

Riparazione chipset grafico, è andata così. Mille strisce di led ben ordinate si stagliano sul monitor del vostro PC o del Notebook come una gabbia color arcobaleno. O peggio lo schermo appare completamente nero dopo l’avvio. Di più. Schermata blu scuro, messaggi di errore del driver video. La GPU (Graphics Processing Unit) è saltata. Troppo surriscaldamento, troppi film o troppo gaming. Questi i motivi classici del danno, ma potrebbe essere un difetto perché anche le schede grafiche non sono immuni da errori di fabbrica. Tuttavia a guardarci bene è poco danno, e soprattutto è qualcosa di riparabile.

Cosa è successo?

Detto grossolanamente, un chipset grafico (GPU) “sano” aderisce alla scheda PCB (Printed Board Circuits) – dove sono stampati i circuiti elettrici – tramite delle biglie a base di stagno. Lo stagno però si deforma col tempo, e con l’usura, fino a perdere aderenza e perdere il contatto con i circuiti prestampati. Ne consegue il malfunzionamento della scheda video e quindi del monitor.

Come riparare il chipset grafico

Le strade sono multiple. Comprare un chipset grafico nuovo, opzione di gran lunga più costosa. Sperare di essere ancora in garanzia e quindi effettuare la riparazione con il fornitore. Il reflow oppure il reballing, due tecniche riservate agli specialisti dell’hardware. Ci sarebbe anche l’opzione di perdere un pomeriggio a navigare in rete fra consigli (sbagliati) di sedicenti tecnici, il cui intento su YouTube è piuttosto quello di monetizzare bene un video a nostre spese. Ma andiamo con calma.

Cos’è il reflow

La giungla di internet parla di reflow del chipset grafico, senza esagerare, tanto e quanto e come si parla della cottura di un cosciotto al forno. Perché se raccontata in maniera rude, la tecnica è quella banalmente culinaria. Gli amatori e tecnici improvvisati usano avvolgere nell’alluminio la GPU e scaldarla fino a 200 gradi Celsius con un asciugacapelli, oppure una fiamma ossidrica, per arrivare ai più temerari che infornano letteralmente la GPU per 10 minuti o più, appunto come un cosciotto della cucina della nonna. Chi è interessato a queste tecniche avventizie “da cosciotto” ne trova una dettagliata spiegazione qui.

Meglio il tecnico

I tutorial in rete la fanno facile, ma almeno i più onesti suggeriscono di fare sempre riferimento al tecnico informatico. Il motivo è semplice. Perché spiegando il metodo di riparazione, per quanto primitivo possa sembrare, a tutti viene da rispondere: “Ah, è facile, posso farlo anche io”. Purtroppo non è così e non ci stanchiamo di ripeterlo. Servono un laboratorio attrezzato, macchine semi-automatiche, esperienza e conoscenza delle diverse schede grafiche. E serve sopratutto un controllo della temperatura accurato durante la fase di trasformazione dello stagno dallo stato solido a quello liquido. Bisogna poi sapere reinserire la pasta termica dopo l’operazione di reflow. Senza dimenticare che prima ci vuole un’accurata pulizia dei residui di saldatura e tutt’attorno alle ventole e al dissipatore.

Rottura e riparazione del chipset grafico perché succede

Come spiegato all’inizio, lo stagno di cui si parlava è contenuto in delle biglie (balls in gergo anglofono informatico). Il distaccamento delle biglie dalla GPU o dalla PCB è dovuto a errori di fabbricazione o un malfunzionamento della GPU stessa. Anche i surriscaldamenti prolungati fanno male. Va considerato che una scheda grafica ha dei parametri di surriscaldamento fissati in media a “soli” 50 gradi Celsius, il che è relativamente un valore basso se si pensa alle sessioni di streaming infinito a cui alcuni di noi sottopongono il proprio PC o notebook.

Ma torniamo ai motivi della rottura del chipset grafico. In pratica si creano delle crepe e in sostanza il reflow è una procedura che mira a rifondere il materiale conduttore saldando le crepe e restituendo – una volta tornato allo stato solido – la forma idonea alla lega per ristabilire il contatto e la trasmissione degli impulsi. È una sorta di lifting interiore della nostra fidata macchina, che può così ritornare a funzionare al meglio.

Reballing

Il reballing è un’ulteriore opzione, ancor più sofisticata. In questo caso le biglie saldate (Balls) vengono sostituite in toto con delle biglie nuove. Il reball di un chip viene di solito utilizzato come ultima spiaggia prima di dover passare alla sostituzione dell’unità processore della grafica con una nuova. Il problema è che l’usura di queste biglie porta al deformarsi delle stesse, che tal volta possono creare addirittura dei ponti fra di loro, il che può essere ancor più letale per il nostro PC. Il sito deskdecode.com, curato da un saggio ingegnere informatico indiano, Madhur Taneja, spiega molto bene come funziona il reballing qui. L’operazione in gergo è chiamata BGA Circuit Reballing e servono macchine davvero costose per effettuarla, insomma non siamo nel campo degli amatori.

Schede grafiche che si rompono e schede per il gaming

Chi ha intenzione di scoprire se il proprio fidato computer, seppur un po’ vintage, sia soggetto a rotture simili, può controllare il modello del proprio chipset grafico. I forum riportano per esempio che i modelli della ATI, dell’anno di produzione 2007 circa, sembravano dare parecchi problemi. Ma anche i chip grafici di Nvidia sembrano non godere in passato di ottima fama, guardando in giro per i forum informatici, a questo proposito ne ha parlato hwmind.it qui [https://www.hwmind.it/forum/thread-guida-riparare-scheda-video-con-oven-trick]. Altra notizia per gli appassionati di gaming, o per chi vuole farsi installare un chipset grafico tutto nuovo. Radeon ha di recente presentato una nuova scheda grafica, la RX 6700XT, che offre una risoluzione di 1440p, l’ideale per giochi dalla grande potenza grafica, ne aveva scritto dday.it qui.

Cautela

Ora che sapete meglio cos’è il reflow e soprattutto sapete che nulla è perduto per il vostro PC o Notebook, evitate però il fai da tè e possibilmente anche il cugino che “se le cava bene” con i computer. I rischi di risaldare una scheda grafica da soli sono innumerevoli. Senza parlare del pericolo di bruciare la GPU o peggiore sarebbe l’intervento accidentale su parti delle giunture in piombo, che è un materiale altamente tossico per inalazione e ingestione.

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